Allo struzzo non va proprio di volare

Sergio De Benedictis

 

Poter volare: perenne desiderio dell’uomo fin dai tempi antichi, quando per fuggire da Creta Dedalo costruì per sé ed il figlio Icaro delle ali di cera. Come andò a finire è risaputo.


Il termine volatile – atto a volare, dicesi di uccelli ed insetti che hanno le ali. Ma è condizione sufficiente il possedere le ali per poter volare? Sembrerebbe di no visti gli esempi che abbiamo sotto gli occhi: galline, tacchini, pinguini restano saldamente con le proprie zampe attaccati al suolo e quando accennano a dispiegare le loro ali, che pur posseggono, lo fanno per eseguire giusto dei buffi balzi che niente hanno a che vedere con il possente ed elegante volo di un’aquila.

 

Ma è sicuramente un volatile anche lo struzzo, l’uccello più grande del mondo che non vola a causa delle sue dimensioni. Tuttavia, la natura lo ha dotato di un altro “vantaggio”: può correre a una velocità molto elevata (circa 70 km/h) grazie alle sue lunghe zampe, dotate però di solo due dita. Le sue piccole ali lo aiutano a muoversi, equilibrarsi e difendersi dai predatori.


Lo struzzo misura fino a tre metri (è uno degli esseri viventi più alti); pesa circa 180 chili e raggiunge una età di 40-45 anni. Vive in Africa e il suo piumaggio è nero o grigio, a seconda del sesso. Si nutre di verdure, fiori e frutti e cavallette, non ha denti e, in alcuni casi, può integrare la sua dieta con minerali, rocce o pietre.
Fino alla metà del ventesimo secolo, gli struzzi erano presenti in Asia sud-occidentale, nella penisola arabica e in Africa. Da allora, a causa della caccia, la loro distribuzione si è ristretta moltissimo e oggi sono presenti quasi esclusivamente nei grandi parchi dell'Africa sub-sahariana.

Non vola ma, grazie alle sue doti di velocista, riesce a sfuggire ai grandi predatori che abitano la savana arida, il suo habitat esclusivo. Le zampe sono lunghe e muscolose, ed è perfettamente adattato ai climi aridi, tanto che sopravvive per lunghi periodi senza bere.

Ciascuna femmina depone da 2 a 11 uova nello stesso nido, che è un semplice avvallamento nel terreno. Il periodo riproduttivo dura circa 5 mesi e la cova si protrae per 42 giorni e occupa durante il giorno la femmina e di notte il maschio.

Pochi giorni dopo la schiusa i pulcini lasciano il nido e cominciano a seguire il gruppo, che li protegge finché non diventano sufficientemente grandi da sfuggire ai predatori.

Formano colonie anche di 50 individui, che pascolano spesso insieme a erbivori come le antilopi e le zebre.

Quando una persona finge di non accorgersi di una situazione sgradevole o ignora un problema sperando si risolva da solo, si dice che fa come lo struzzo quando mette la testa sotto la sabbia. Quella secondo cui lo struzzo sia un animale particolarmente pauroso, che in caso di pericolo nasconde la testa sotto la sabbia, nella speranza di non essere visto, è soltanto una diceria.

In realtà lo struzzo appoggia il corpo a terra chinando il lungo collo, nel tentativo di sembrare una grossa roccia o un cespuglio che trae in inganno il predatore: se questo si avvicina troppo, lo struzzo scappa a gran velocità. Questo detto nasce anche dal fatto che lo struzzo quando si nutre di erbe e semi, fruga nel terreno con il becco chinando il lungo collo: la posizione che assume induce a credere che nasconda la testa sotto terra.

 



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