>>> i francesi in Italia

>>> Le tariffe

>>> S. P. del Regno Lombardo Veneto

>>> S. P. del Ducato di Modena

>>> S. P. del Ducato di Parma

>>> S. P. dello Stato Pontificio

>>> S. P. delle Romagne

>>> S. P. della Toscana
>>> S. P. del Regno di Sardegna

>>> S. P. del Regno delle due Sicilie

>>> S. P. del Regno d'Italia

>>> Luogotenenza

>>> S. P. della Repubblica Italiana

>>> Posta Transatlantica

>>> Posta Militare

pagina iniziale le rubriche storia postale filatelia siti filatelici indice per autori
GIOCAVO CON I FRANCOBOLLI
di Gianni V. Settimo

Premetto che sono nato nel 1929 e da più di settantadue anni colleziono francobolli e presumo (con modestia) di essere, forse, un filatelista.
Non mi ritengo un esperto: credo fermamente che nessuno lo sia e che tutti abbiano,
io più degli altri, molto da imparare.
Ho iniziato, quando frequentavo la prima elementare, grazie anche a mia madre, che mi aveva (quando avevo cinque anni), insegnato a leggere e a scrivere l’italiano e il piemontese.
Con i francobolli mi sono sempre divertito e anche se ora la vista non è più quella giovanile, continuo a fare scoperte curiose.
Ho appreso, per esempio, che tra gli appassionati ai francobolli sono reperibili tre tipi di individui: nel primo posto (quello più numeroso) esiste “il credulone” alias quello che raccoglie;
nel secondo troviamo (abbastanza presente) “ il volpino” cioè il filatelico;
nel terzo sopravvive (la minoranza) “il collezionista” ossia il filatelista.
Da alcuni anni, anche se anziano, mi dedico ad un gioco nuovo.
Quando mi trovo in qualche città del nord (ormai mi muovo poco), visito i commercianti locali facendo loro presente:
“Gradirei acquistare un foglio dell’espresso Perugina”.
A questa semplice domanda cambiano espressione e mi guardano in modo strano e
all’improvviso divento telepatico.
Percepisco il loro pensiero: “Questo è matto”, e s’affrettano ad aggiungere
 “Non è facile trovarlo”.
Allora chiedo se possono fornirmi un foglio del Gronchi rosa.
“Oh, sì, ma non l’ho in negozio, se crede può passare domani”.
Rispondo che non posso perché sono solo di passaggio.
Finito il gioco! Facciamo un passo indietro.

Italia regno fine 1924 Non si conoscono le date precise.
Nei primi mesi dell’anno le Regie Poste Italiane decidono di emettere alcuni francobolli pubblicitari.
La loro tiratura, come per molti altri valori di quel periodo, non è mai stata resa nota.
Essi, sin dal primo apparire, furono, da più parti, criticati al punto che il 5 dicembre 1924
vi fu in Parlamento un’interrogazione diretta al Ministro delle Comunicazioni:
“...per sapere se ritenga confacente con la dignità nazionale consentire che lo Stato metta in vendita un nuovo tipo di francobollo nel quale l’’effige del Sovrano è unita a forme di «réclame» esclusivamente commerciali”.
L’espresso da 60 centesimi era unito ad una scandalosa vignetta che pubblicizzava i cioccolatini “baci Perugina”, raffigurante una giovane coppia nell’atto di scambiarsi - orrore - il poetico “apostrofo rosa”.
Esso fu ritenuto peccaminoso e ritirato dagli sportelli postali.
Non si conosce la quantità dei venduti e neppure quelli ritirati il 27 agosto 1925.

Repubblica italiana 6 aprile 1961
Gronchi rosa: ritirato a causa d’un errore nella stampa dei confini del Perù.
dopo 79.625 esemplari venduti (dicono) Ho giocato ancora

Repubblica italiana anno 1962
Il Ministero delle PTT pose in liquidazione tramite un’offerta in asta le scorte dei francobolli, fuori corso, emessi dall’Italia negli anni precedenti.
Tra i tanti era presente il blocco numero 147 (non esitato) composto dai pubblicitari seguenti:
15 centesimi bitter Campari 75.000 esemplari
15 centesimi cordial Campari 75.000 esemplari
50 centesimi grafofono Columbia 40.836 esemplari
50 centesimi macchine Singer 75.000 esemplari
20 centesimi grafofono Columbia 10.000 esemplari (quello non emesso)
60 centesimi baci Perugina 75.000 esemplari (ritirato perché ritenuto osè)
I primi quattro si trovano facilmente in commercio a prezzi ragionevoli.
A suo tempo, probabilmente, i negozianti ebbero modo di rifornirsi.
Lo strano risultato dell’asta crea dei dubbi sull’incenerimento.
Il quinto, non emesso, non fu esitato. 10.000 esemplari non acquistati! Svista?
L’espresso “Perugina” pure ignorato. 75.000 non venduti. Altra svista?
(dissero) I valori non esitati saranno poi inceneriti Ho continuato a giocare

Dopo lo scherzo del primo gennaio 2006
ho smesso di giocare con le poste italiane. 

pagina iniziale le rubriche storia postale filatelia siti filatelici indice per autori