falsi in filatelia

Armi e metodi contro trucchi & falsificazioni

le domande sui falsi

Il decalogo dell'acquirente on-line di Lorenzo Oliveri

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Falsi in filatelia
Cinque buoni motivi per "risparmiare" 1.000 euro
di Lorenzo Oliveri

Recentemente è stata venduta su E-Bay la busta qui riprodotta per ben 904,99 euro + postali.


I falsi filatelici venduti su E-Bay quotidianamente sono tanti, ma questo, visto il prezzo raggiunto, merita una menzione particolare. Come già più volte scritto, io sono arrivato a quasi OTTOMILA segnalazioni di francobolli falsi messi in vendita, questo lotto compreso, con i risultati più volte descritti. Poiché la busta ha ricevuto ben 32 offerte, mi chiedo come si possa essere così ignoranti da non capire la estrema banalità del trucco e rimetterci quasi 1000 euro (pensando di avere fatto l’affare della vita, come già ampiamente trattato nel mio “decalogo”, che presto riprenderò).
Se il pezzo fosse stato originale, secondo il catalogo Sassone, sarebbe stato valutato sui 350.000 euro…

Cosa può aver spinto gli offerenti? Innanzi tutto, il venditore (tedesco!) scrive “Signatur Diena” e poi racconta che ha ereditato i francobolli dal nonno e che deve separarsene ... (vedi mio DECALOGO, Comandamento N.5). Avranno pensato “povero crucco che deve vendere la collezione del nonno e non sa il valore dei pezzi: diamogli una mano e intanto facciamo l’affare…”.

- La firma Diena (per esteso, vista la rarità) è palesemente falsa, imitata proprio male!

- La busta originariamente era con tassa a carico, come indicato dal segno a penna “2” che significa che il destinatario doveva pagare lui la tassa all’arrivo per 2 decimi di lira, cioè 20 centesimi.

- La tariffa 10 centesimi (metà di 20 c. il frazionato) era riservata ai militari o al doppio porto per il distretto, quindi SBAGLIATA per una lettera che va da Novara a Torino.

- Il bollo a rombi è palesemente falso (e poi è di estrema rarità usato su francobolli successivi alla prima emissione, nonostante alcuni periti firmino tranquillamente francobolli della seconda e terza emissione di Sardegna con bollo a rombi).

- Il colore del francobollo non ha nulla a che fare con le tinte dei 20 centesimi utilizzati nel 1856.

 

Quindi almeno CINQUE elementi, fondamentali da osservare quando si valuta una busta di Antichi Stati, avrebbero dovuto mettere in guardia gli offerenti. Questi elementi, ogni collezionista, dovrebbe “inculcarseli” nel cervello …
Però a questo punto mi sorge un dubbio: gli offerenti erano così ignoranti o avevano pronto un bel “merlo” cui rivendere la busta?

Il venditore tedesco non è nuovo a questi exploit

Ecco altri due esempi di buste vendute sempre su e-Bay (e regolarmente, ma inutilmente, segnalati come falsi): il primo (10 c.) venduto a 126,99 euro e il secondo (20 c.) a 36,50 euro.

Potete esercitarvi ad individuare le "anomalie".