>> Storia Postale dello S. Pontificio

>>Bibliografia dello S. Pontificio

 

pagina iniziale le rubriche storia postale filatelia siti filatelici indice per autori
LE EROINE DELLA REPUBBLICA ROMANA DEL 1849
- istituzione e organizzazione del servizio ambulanze –
di Djana ISUFAJ

Il problema della partecipazione delle donne alla “difesa delle libere istituzioni”, è un problema antico che affonda le sue radici nell’epoca stessa in cui “l’uomo” si propose quale assoluto ed unico difensore. Una svolta che fece mutare sostanzialmente tale atteggiamento si ebbe nel corso degli eventi e dei fatti che caratterizzarono gli avvenimenti legati alle rivoluzioni del 1848-49 quando, un nutrito gruppo di donne appartenenti ad ogni classe sociale, profusero le proprie energie a vantaggio di quello che, a ragione, può essere definita la vera “fucina” del Risorgimento italiano.
Madri amorose, mogli fedeli, intellettuali e popolane, combatterono sulle barricate a fianco dei propri uomini nella difesa estrema degli ideali d’indipendenza e libertà. Un ruolo certamente decisivo e rilevante svolto da queste eroine, fu quello che le vide coinvolte nella organizzazione del Servizio Ambulanze, istituzione preposta al soccorso, cura e degenza dei militari e cittadini coinvolti nei combattimenti (fig. 1).

Fig. 1 - bollo di franchigia
SERVIZIO D’AMBULANZA

Dirette responsabili del servizio furono Cristina Trivulzio di Belgioioso (fig. 2), Enrichetta Pisacane e Giulia Bovio Paolucci che, presa coscienza della fatiscente organizzazione sanitaria di “primo soccorso” esistente in Roma, cercarono di sopperire alle numerose manchevolezze coinvolgendo in prima persona le donne romane.

Fig. 2 - SERVIZIO D’AMBULANZA in uso amministrativo su certificato di servizio a firma di Cristina Trivulzio di Belgioioso

 

Dal proclama del Comitato di soccorso del 27 aprile 1849:

[..] Nel momento che un Cittadino offre la vita in servizio della Patria minacciata, le Donne debbono anche esse prestarsi nella misura delle loro forze e dei loro mezzi. Oltre il dovere dell’infondere coraggio nel cuore dei Figli, dei Mariti e dei Fratelli, altra parte spetta pure alle Donne in questi difficili momenti. Non parliamo per ora della preparazione di cartucce e munizioni di ogni genere cui potranno essere più tardi invitate le Donne Romane. Ma già sin d’oggi si è pensato di comporre una Associazione di Donne allo scopo di assistere i Feriti, e di fornirli di filacce e di biancherie necessarie. Le Donne Romane accorreranno, non v’ha dubbio, con sollecitudine a questo appello fatto in nome della patria carità. – Basterà per ora che le bene intenzionate in favore di questa Associazione, mandino i loro nomi ad una delle cittadine componenti il Comitato, o al Rev. P. Gavazzi Via Borgognona Num. 72, al quale, come a Cappellano maggiore, spetta la Direzione di questo Comitato. Le Signore Associate riceveranno poi avviso del luogo e del momento in cui sarà richiesta la loro opera. Le offerte di biancheria, filacci ecc. ecc. possono essere dirette alle Cittadine componenti il Comitato: Marietta Pisacane, Via del Corso rimpetto a Palazzo Chigi num. 192; Cristina Trivulzio di Belgioioso, Via dei Due Macelli num. 94, Giulia Bovio Paolucci, Via de’ Bergamaschi num. 56 [..]

La risposta non si fece attendere, e delle numerosissime donne che si resero disponibili ad abbracciare la causa, ne vennero selezionate trecento che iniziarono nell’immediatezza del tempo l’assolvimento dei ruoli loro assegnati.
Il primo maggio successivo, un bando camerale del Comitato Centrale a firma della Belgioioso, della Pisacane e della Bovio Paolucci, rendeva pubblica la dislocazione dei locali di Ambulanza e il nominativo delle rispettive responsabili (fig. 3).

Fig. 3 - Invito di organizzazione alle donne ascritte per l’assistenza dei feriti

L’apporto di forza delle nuove ascritte fu subito determinante, ed il primo loro intervento si concretizzò nel cercare di fronteggiare la grave carenza di materiale di primo soccorso da impiegarsi presso le Ambulanze. Resa partecipe la popolazione romana di una imminente “questua pubblica” per la raccolta dei materiali sanitari, attraverso una nota informativa pubblicata sul quotidiano Il Monitore del 7 maggio 1849, un Avviso del 10 maggio successivo (fig. 4), ne ufficializzava l’attuazione.

Fig. 4 - Avviso del 10 maggio 1849

Avviso questo che fu solo il primo lanciato dalle organizzatrici del servizio per rendere meno drammatico e doloroso il crescente numero di ricoverati e moribondi che, giorno dopo giorno, venivano amorevolmente assistiti dalle “eroine” presso le Ambulanze e gli Ospedali di Roma (fig. 5, 6, 7). Un nome fra tutti inciso su di una semplice lapide apposta sul muro di cinta dell’ospedale dei Pellegrini e Convalescenti:

IN QUESTO OSPIZIO
GOFFREDO MAMELI POETA
E MOLTI ALTRI VALOROSI
MORIRONO DI FERITE
A DIFESA DI ROMA
PER LA LIBERTÀ D’ITALIA
NELL’ANNO MDCCCXLIX

lapide apposta sull’edificio dell’ospizio dell’Arciconfraternita della
Santissima Trinità dei Pellegrini e Convalescenti in ricordo del giovane poeta
Goffredo Mameli, morto nella difesa della Repubblica Romana del 1849

Fig. 5 - bollo di franchigia COMITATO DIRIGENTE / L’AMBULANZA CENTRALE /PRESSO /L’OSPIZIO DE’ PELLEGRINI
Fig. 6 - bollo di franchigia DIREZIONE DELL’OSPEDALE DI S. SPIRITO
Fig. 7 - bollo di franchigia DIREZIONE DELL’OSPEDALE / DI S. GIACOMO / ROMA