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Le Suore partigiane
di Alberto Caminiti


ANTEFATTO.
Affinché storie come questa, costellata da colpi di scena e da protagonisti straordinari, non vadano perdute, l’alassino Daniele La Corte ha pubblicato nei mesi scorsi una vera vicenda della Resistenza (titolo: “Resistenza svelata“) che riporta alla memoria di noi tutti il coraggio di due Suore infermiere che nell’Ospedale di Santa Corona a Pietra Ligure (SV), avevano allestito un “Reparto Fantasma“ in cui esse ed alcuni medici curavano partigiani ed ebrei feriti o malati.


L'Istituto in un'Affrancatura Meccanica del 1959

LA VICENDA.
In quell’ospedale agiva una Suora (Suor Carla De Noni) che coordinava il “Servizio X“, ossia l’intelligence del movimento partigiano della Liguria e del Basso Piemonte. Medici coraggiosi fiancheggiavano le Suore Infermiere Artemisia (futura Medaglia d’Oro al v.m.) ed Ardoina (futura Medaglia d’argento al v.m.). Senza che i nazisti ed i repubblichini dei locali presidi se ne accorgessero, avevano messo su al Padiglione 22, un ambulatorio per curare partigiani feriti in combattimento o malati ed ebrei bisognosi di cure, che in atto venivano assistiti da famiglie di contadini che li nascondevano in poderi e fattorie fuori mano. La straordinarietà del racconto di La Corte poggia anche sulle (ultime) testimonianze di partigiani molto anziani, come l’allora Tenente del R.E. Aldo Sacchetti, oggi 96.enne. Si era dato alla macchia dopo l’8 settembre ed operava nel Basso Piemonte con nuclei di partigiani. Fu un vero peccato che Suor Carla non potesse vedere di persona i giorni della Liberazione, in quanto cadde vittima, mentre era in missione a Villanova, quando un aereo alleato mitragliò il trenino che collegava Villanova a Mondovì. Vicende gloriose come quella delle monache-spia vanno ricordate e lasciate in eredità soprattutto ai giovani, onde lanciare un sublime messaggio: nei momenti di grave pericolo per la Patria, ognuno deve fare il proprio dovere e prodigarsi per il prossimo, non solo per puro spirito di carità cristiana, ma anche per orgoglio patriottico.
Il libro consente poi di richiamare alla mente altre figure di Martiri della libertà oltre che della religione; è il caso dell’imperiese Felice Cascione (“U mègu“ = il medico, per antonomasia), Medaglia d’Oro al v.m. della Resistenza ligure e – lo vogliamo specificamente ricordare- autore di quello che possiamo definire l’Inno dei partigiani: Fischia il vento e fischia la bufera …”.
Onore quindi alle religiose che – a rischio della loro vita – avevano creato un rifugio segreto, noto solo a poche persone e medici fidati – ed agli altri membri di spicco della Resistenza piemontese, come l’avvocato cuneese Dino Giacosa ed il già citato Tenente Sacchetti, che avevano fatto del Santuario di Santa Lucia a Mondovì, la base di comando della Resistenza del Basso Piemonte.
Presentiamo qui di seguito la copertina del libro di La Corte, la foto dello scrittore medesimo e l’immagine d’epoca dell’Ospedale di Santa Corona (dall’Archivio de La Stampa di Torino) :

Alberto Caminiti
26-06-2019

 

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