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Lago di Garda trentino: il bollo RIVA VAPORE

di Lorenzo Carra FRPSL, AIFSP (dal N.U. 2012 del C.C.N.F. Roveretano)
Fig. 1 - 1875. Piantina del Lago di Garda con, più scura, la parte settentrionale ancora austriaca.
Fig. 2 - Stampa di metà ottocento con romantica veduta di Riva.

Il lago di Garda, il più grande lago italiano, è conosciuto anche come Benaco, con accento sulla a, come vorrebbe la corretta pronuncia italiana di derivazione latina e non sulla e, come si usa quasi sempre, specialmente dagli abitanti della sponda veronese. Ora non intendo addentrarmi in questa discussione perché qui non parlerò né della sponda occidentale, quella bresciana , e neppure di quella orientale, o veronese, ma vorrei trattare di un particolare della sponda settentrionale, quella piccola parte più a nord per prima incontrata dai viaggiatori tedeschi che, evitando errori di pronuncia, la chiamano Gardasee.

La sponda trentina ospita praticamente due soli insediamenti: quello di Torbole (ora Nago-Torbole) e a soli 4 km quello molto più importante di Riva (dal 1969 Riva del Garda). E Riva, risultando punto di riferimento per tutto il lago di Garda, fra le tante altre cose diede anche il nome a un bollo postale che venne usato sul Benaco. Si tratta di RIVA VAPORE.

Dopo questa entrata un po’ “a gamba tesa” (era la mia specialità quando 50 anni fa pesavo 10 chili in più), vediamo cos’è questo bollo RIVA VAPORE, a cosa serviva, quand’era usato.

Innanzitutto occorre dire che il Benaco e le località bagnate dalle sue acque hanno sempre rappresentato per le loro caratteristiche naturali, climatiche, paesaggistiche un punto di attrazione non solo per le popolazioni vicine, ma per quelle di tutta Europa (e ora di tutto il mondo). Non soffermandomi sulle vicende antiche arrivo subito a quelle del primo ‘800, quando, passato Napoleone, la Lombardia e il Veneto, con nel mezzo il lago di Garda, entrarono come Regno Lombardo Veneto a far parte dell’Impero Austriaco.

Allora il lago era già attraversato da barche, barconi e zattere per il trasporto di persone e merci. Quella di lago, viste le caratteristiche montagnose, anche aspre, di gran parte delle sue sponde, era in tanti casi la via più comoda, spesso l’unica praticabile. Solo un inciso per ricordare che la Gardesana occidentale, la strada che, dalla parte bresciana, collega Riva con Gargnano, Maderno e Salò, una delle “grandi opere del Regime”, fu aperta e inaugurata solo nel 1931 e fu allora considerata una delle meraviglie del mondo.

Fig. 3 - 1885. Orario delle corse da e per Riva con le varie fermate, sia sulla sponda bresciana che su quella veronese. Notare anche le Avvertenze.

Della navigazione a vapore e dei servizi postali sul lago di Garda hanno già trattato, e in modo diffuso ed approfondito, diversi capaci autori, fra i quali Ercolano Gandini, Alessandro Arseni e Vincenzo Portulano, che intendo ringraziare per la collaborazione offertami per poter redigere queste mie brevi note ed ai quali vi rimando per maggiori e più ampie informazioni.

Venendo subito al bollo “RIVA VAPORE”, segnalo che il suo inizio d’uso sembra essere coincidente a quello del varo del vapore Hess avvenuto il 7 aprile 1852 nei cantieri di Riva e poi entrato in servizio l’8 luglio 1852 alla presenza del feldmaresciallo Radetzky, Governatore dell’austriaco Regno Lombardo Veneto.

Con questo non posso e non intendo certo affermare che questo bollo fu usato da quella data e solo sul battello a vapore Hess, altri (Arseni) sono più propensi a credere che l’uso prevalente sia avvenuto sui vapori Benaco I e II. Certo che la forma di questo bollo (ed anche di quello “a conchiglia” con la scritta “Imp= Reg= Vapori.”) è perlomeno insolita, anche se inseribile nelle variegate soluzioni adottate per i bolli postali austriaci.

L’uso di questo bollo austriaco continuò ininterrottamente anche dopo il 1859, quando la parte bresciana del lago di Garda divenne italiana e terminò probabilmente nel 1866, quando, con la liberazione del Veneto, anche la sponda veronese divenne italiana, lasciando all’Austria solo la piccola parte settentrionale di Riva.

Fig. 4 - 20 gennaio 1854. Con un francobollo da 3 kreuzer da Riva a Volta Mantovana per chiedere un barile d’aringhe.

Fig. 5 - 22 maggio 1854. Scritta a Limone e diretta a Volta con un francobollo da 15 centesimi. Fu sbarcata a Desenzano e via Lonato 23/5 e Castiglione delle Stiviere arrivò a Volta il 24 maggio.

Le date certe da me riscontrate del bollo RIVA VAPORE vanno dal 20 gennaio 1854 al 19 novembre 1865 e non escludo, anzi confido, possano essere migliorate.

Fig. 6 - 28 marzo 1857. Con un francobollo da 3 kreuzer per Salò dove arrivò il 29 marzo.
Fig. 7 - 17 giugno 1857. Da Toscolano a Riva con un francobollo da 15 centesimi “Con una cassetta limoni marcata G.B.S.”.
Fig. 8 - 29 settembre 1857. Per Salò con striscia di tre del 1 kreuzer (da Asta Bolaffi, maggio 2005).
Fig. 9 - 30 luglio 1856. Scritta a Limone ed affrancata con una marca da bollo austriaca da 15 centesimi (uso tollerato). Diretta a Desenzano, sulla sponda meridionale bresciana, transitò per Peschiera 30/7, sulla sponda allora mantovana.
(lotto 361, Asta Viennafil, novembre 2007).
Fig. 10 - 21 maggio 1859. Da Desenzano a Gargnano con un francobollo da 5 soldi “testina” della 2° emissione di Lombardo Veneto. (lotto 99, Vendita Gazzi’s, maggio 2012)
Fig. 11 - 9 novembre 1863. Scritta a Arco, nei monti sopra Riva, e affrancata con un 5 kreuzer “aquiletta” dentellatura stretta. La lettera, diretta a Peschiera, accompagnava dei colli contrassegnati GT N° 52, 53, 54.
(lotto 325, Asta Viennafil, aprile 2008).
Fig. 12 - 30 ottobre 1864. Da Malcesine a Verona con un 5 soldi “aquiletta” dentellatura larga. La lettera fu sbarcata a Riva 1/11 e da qui, anche per ferrovia, arrivò a Verona 1/11, dove ebbe la Distribuzione III.
Fig. 13 - 20 ottobre 1864. Da Peschiera, diventata veronese, per Locca “val di Ledro” con un 5 soldi “aquiletta” dentellatura larga. La lettera fu sbarcata a Riva 21/10 e da qui, con un pedone, a Locca.
Fig. 14 - 19 settembre 1865. Lettera in franchigia Urgentissima con bollo dell’I.R. Commissario Distrettuale di Bardolino a Peschiera dove arrivò il 20 settembre.

L’uso del bollo RIVA VAPORE iniziato, come visto, in periodo filatelico, è riscontrato solo su francobolli austriaci, con valori prima in kreuzer e in centesimi, poi in nuovi kreuzer e in soldi. Anche dopo che nel 1859 metà lago di Garda divenne italiana non se ne riscontra l’uso su francobolli sardi o italiani. Gli addetti postali a bordo dei vapori austriaci Hess, Benaco e Franz Joseph dipendevano (o erano stati incaricati) evidentemente dalle poste austriache ed accettavano soltanto lettere affrancate con francobolli austriaci. Un’eccezione è rappresentata dalle veramente poche lettere in franchigia quando, per ragioni di urgenza, anziché la solita via di terra, pubbliche amministrazioni con sede sulle sponde del lago intesero approfittare del passaggio di un battello per cercare un recapito più rapido alle loro lettere.

Non ho mai riscontrato l’inoltro di lettere non affrancate e quindi tassate. Questo forse perché, in periodo filatelico, questo non è un uso comune in genere e pertanto è senz’altro raro nel particolare settore delle lettere con bolli lacuali. Come è difficile trovare lettere insufficientemente affrancate e quindi tassate. Ciò lascia intendere che l’addetto postale a bordo fosse a conoscenza delle tariffe austriache per le varie distanze e cercasse di farle rispettare. (nei rari casi di lettere tassate, l’annotazione è stata probabilmente segnata a terra dall’ufficio postale di sbarco). Come non mi è nota l’esistenza di lettere con peso superiore a quello della lettera semplice e neppure quello di lettere raccomandate.

Tutto ciò mi fa nascere tante domande sulla natura del servizio postale effettuato sul lago di Garda: che ci fosse solo un addetto (anche non delle Poste, in questo caso austriache, vista la proprietà dei battelli e la tipologia dei francobolli riscontrati) che si limitasse semplicemente ad annullare i francobolli e passasse poi le corrispondenze all’ufficio postale del luogo di destino (se sul lago) o ai terminali settentrionali (Riva) o meridionali (Peschiera e Desenzano) della corsa per il proseguimento sulle normali vie terrestri? C’è chi (Portulano) ipotizza fosse il capitano del battello per evidenziare il trasporto effettuato dal mezzo da lui condotto e giustificare così la richiesta di un compenso.

Le domande sono tante ed ad esse potrebbe forse essere data risposta con una visita al potente Archivio Postale Lombardo di Milano (che però sembra raccogliere documentazione solo degli altri laghi lombardi). Oppure, più probamente, a quello di Venezia (che però risulta ancora inagibile). Anche ricerche condotte da Vincenzo Portulano presso l’Archivio Comunale di Riva del Garda non hanno prodotto particolari risultati. Però una visita a quello di Verona andrebbe certo fatta.

Ecco quindi una delle tante attività di cui potrebbe occuparsi il Gruppo di studio del Lombardo Veneto dell’Accademia Italiana di Filatelia e Storia Postale, ma, pur se tanta è la passione, il tempo e le persone sempre scarseggiano. Anche qui servono volontari, c’è gloria per tutti!

Bibliografia essenziale

- Arseni Alessandro, principalmente in The Postal Gazette, n. 1 e 2, 2009;
- Gandini Ercolano, I servizi postali sui grandi laghi italiani, Ausilio editore, 1976;
- Portulano Vincenzo, collezione Lago di Garda.

Le foto presentate (fornite da A.Arseni e V.Portulano) sono state scelte per documentare l’uso del bollo RIVA VAPORE sulle varie emissioni di Lombardo Veneto e sulla prima d’Austria, ma anche per dimostrare che la posta munita di questo bollo non proveniva o era destinata sempre a Riva, come qualche frettoloso spesso indica, ma era di tutto il lago, anche dopo che col 1859 la sponda bresciana era diventata italiana.


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