La Principessa e la Regina  
gli alti valori di Toscana viaggiati per le vie di mare

Le emissioni di francobolli sono costituite da un insieme di diversi valori (tagli) studiati per soddisfare, da singoli o in combinazione, gli importi richiesti per i vari tipi di affrancatura (il valore del 'porto' legato alla distanza ed il 'numero di porti', legato di solito al peso o, in qualche caso, ad altri parametri, il servizio (es. ASSICURATA, RACCOMANDATA), ecc...

In certe situazioni, gli 'alti valori' delle emissioni erano, come nel caso della Toscana, di valore veramente elevato, per potere soddisfare le esigenze di affrancatura di missive, soprattutto quelle dirette all'estero: è il caso del 60 crazie Granducale e del 3 lire Governo di Toscana.

Questi francobolli di alto valore sono belli, importanti, rari, rarissimi: se ne illustra un utilizzo 'parallelo' nei due differenti periodi, corrispondenze commerciali tra la Toscana e l'Egitto, rappresentate da una 'principessa' (tricolore con 60 crazie Granducali) e dalla 'regina' (tricolore con 3 Lire It.), la lettera Faruk.

In una recente asta Bolaffi è stata presentata una lettera che poteva far venire delle allucinazioni agli appassionati di Storia Postale: si tratta di una tricolore con 60 Crazie del 25 giugno 1858, che sembrava a tutti gli effetti una progenitrice della famosa lettera Faruk, l'unica con il tre Lire Governo di Toscana in combinazione (tricolore) con altri valori (da Livorno, 7 gennaio 1860).
La lettera Faruk è il documento più importante della Filatelia Italiana e una delle gemme della filatelia mondiale.

A vedere, per la prima volta, i due documenti vicini, si nota effettivamente una grande somiglianza, pur con alcune differenze.

Queste missive, originate dalla ditta Medina-Livorno, partite dall'ufficio postale di Livorno e viaggiate con l'intermediazione dei Postali Francesi, testimoniano il rapporto commerciale con la corrispondente in medio oriente: la Medina - Luzzatto di Alessandria d'Egitto. In particolare, queste lettere evidenziano il fondamentale contributo dei piroscafi postali a vapore per le relazioni internazionali dei principali paesi Europei, che grazie ad essi, ebbero un notevole sviluppo, sia dal punto di vista politico che economico in quel periodo storico.

Una grande spinta ai trasporti marittimi fu data anche dallo sviluppo del porto di Livorno che, creato Porto Franco con concessioni di immunità politiche e penali, si riempì di una popolazione cosmopolita in continuo aumento ed il traffico già fiorente con il Levante, la Francia ed il resto del mondo, specie per la presenza di una colonia israelitica oltremodo attiva nei commerci, si sviluppò in maniera sempre più crescente.
Tale sviluppo subì però alcuni rallentamenti a causa delle gravi epidemie di colera, di peste e di 'febbre gialla' che si succedettero, specialmente nel Livornese, per vari anni, rendendo necessarie severe misure di prevenzione e disinfezione (anche nella posta) che si effettuarono nei vari 'Lazzaretti'.

L'archivio della Medina-Luzzatto fu venduto e molte buste rimasero in Egitto andando ad arricchire la collezione di Re Fuad I che poi lasciò nel 1936, insieme ad altre collezioni, al figlio Faruk, grande appassionato di filatelia. Nel 1952 la rivoluzione nasseriana costrinse alla fuga il re egiziano: le sue strepitose collezioni filateliche furono quindi disperse in aste londinesi.

Le due lettere, hanno la stessa origine (la calligrafia, con tutta probabilità di un impiegato della ditta, è sicuramente la stessa, come pure il tipo di carta, anche se il colore un po' diverso), il tipo di vettore (Con vapore Postale Francese - manoscritto) e la stessa destinazione, ma i 'porti' sono diversi 5 per quella del 58, 4 per quella del 60. Quattro porti corrispondono esattamente a 30 grammi cinque porti a 37,5, doveva essere quindi il peso del contenuto 'interno' all'involucro a fare la differenza.

Le affrancature, realizzate in base ai 'porti', alle emissioni disponibili ed alle tariffe in vigore nel periodo, sono:
5 porti di 13 crazie >>> 65 crazie
4 porti di 90 centesimi >>> 3,60 lire It.

Per le corrispondenze con l'ufficio di Alessandria d'Egitto, sino al luglio 1860 rimase in vigore la tariffa toscana di 13 crazie (convertita in 90 centesimi dal 1^ gennaio 1860) per ogni 7,5 grammi di peso. Dal luglio 1860 le tariffe sarde vennero estese alla Toscana. Dal 1^ gennaio 1861 la tariffa delle lettere affrancate ammontava a 80 centesimi per ogni 7,5 grammi di peso; la tariffa delle lettere spedite in porto assegnato era di 1 lira.
Tariffe di posta ordinaria: con i Postali Francesi non potevano essere spedite, dalla Toscana, lettere con il diritto di raccomandazione (PER CONSEGNA).

L'affrancatura di 65 crazie venne realizzata con:

un esemplare del 60 crazie scarlatto (carta grigia)
un esemplare del 1 crazia carminio I emissione (carta grigia)
in affrancatura mista con
un esemplare del 4 crazie verde II emissione.

L'affrancatura di 3,60 lire it venne realizzata con:

un esemplare del 3 lire it giallo ocra (Yellow buff)
un esemplare del 40 centesimi carminio rosa (Rose Carmine)
un esemplare del 20 centesimi azzurro grigio (Grey blue).

Le affrancature, entrambe tricolori, vennero annullate in partenza nell'ufficio di Livorno mediante apposizione dell'impronta nominativa e dataria (a banderuola) ed il timbro PD, a ribadire il corretto pagamento della tariffa a destino, tramite i francobolli adesivi.
Nella lettera Granducale, la banderuola annulla i francobolli ed il PD (stampatello diritto, senza punto dopo la D) è applicato sulla soprascritta; nella lettera Governo di Toscana, gli annulli sono apposti esattamente al contrario: il PD, in questo caso nella versione a lettere ombreggiate, è annullatore multiplo dei francobolli, mentre la banderuola (cerchio a banderuola II tipo - mese diritto) è applicata sulla soprascritta.

Come annullatore, si tratta in realtà di un uso improprio del timbro PD, che era nato per altri scopi (in periodo pre-francobolli adesivi con pagamento delle tariffe postali in contanti all'origine, serviva a testimoniare, all'ufficio di arrivo, il corretto pagamento effettuato fino a destino). Con l'introduzione del francobollo, l'informazione P.D. non aveva più motivo di esistere (o di essere solo una segnalazione di controllo tariffa da apporre sulla soprascritta) ma questo timbro venne però usato estesamente ed abitualmente in vari uffici toscani come annullatore, in partenza, dei francobolli.

L'arrivo ad Alessandria d'Egitto è testimoniato dalla impronta DC dell'ufficio Francese: la lettera Granducale arrivò ii 4 Luglio 1858 (dopo 9 giorni), la lettera Governo il 15 gennaio 1860 (dopo 8 giorni).
Tempi di percorrenza estremamente brevi per l'epoca (e non solo!) resi possibili dalle prestazioni e dalla efficacia dei vascelli a vapore e dalla efficiente organizzazione dell'amministrazione Francese che si era conquistata, con pieno merito, il predominio di questi trasporti nel Mediterraneo.
Va anche tenuto conto che vi erano scali e cambi di piroscafo: la lettera Governo venne trasportata dal vettore Pausilippe a Malta dove, l'11 gennaio, venne trasferita sul Tamise che arrivò ad Alessandria il 15 gennaio 1860 (1).

RARITÀ E QUALITÀ

Quante sono le affrancature note con alti valori di Toscana?

Del 3 lire it. sono conosciuti solo due esemplari su lettera e diretti all'estero, la tricolore, prima data nota, e un 3 lire isolato su raccomandata (per consegna) da Firenze a Parigi 18 dicembre 1860.

Più numerose e variegate le affrancature col 60 crazie: 35 lettere e due grandi frammenti, viaggiate tra il 15 dicembre 1852 ed il 11 giugno 1859 (già in periodo Governo Provvisorio); pochissime se rapportate al periodo di utilizzo - 6 anni e mezzo - meno di 6 lettere all'anno!
La maggior parte delle lettere è stata originata a Livorno, le altre a Firenze (8) ed una a Barga (per gli Stati Uniti d'America); e sono state, in maggior parte, spedita verso paesi esteri (Stati Uniti d'America, Regno Unito, Francia, Malta, Egitto, Messico, Grecia).
Solo 7 lettere ebbero destinazione Stati Italiani (Milano, Genova, Messina, Roma e Cagliari), tutte con missive raccomandate (PER CONSEGNA).
Quattro lettere sono affrancate col 60 crazie isolato, tutte le altre sono in affrancatura mista, con una variegata tipologia, fino a ben 144 crazie (2 luglio 1853, da Livorno a Genova).
Cinque sono le lettere note con tariffa 65 crazie tutte 1858 da Livorno ad Alessandria d'Egitto: 20 febbraio, 25 giugno, 21 agosto, 13 novembre, 28 novembre, tutte corrispondenza della ditta Medina.

Il ridotto numero di esemplari (noti 35), ma l'elevata varietà di affrancature (ben 22 combinazioni, dal valore singolo alla combinazione quadricolore), rende questo 'episodio' di storia postale estremamente interessante e gli elementi che lo costituiscono sono di gran pregio e rarità: basti pensare che le lettere con 60 crazie passate in asta sono all'incirca una ogni lustro!

Per questi esemplari, parlare di qualità del francobollo sembra quasi un affronto; è difficilissimo trovare esemplari perfetti: i tagli di separazione dei francobolli eseguiti nelle strette marginature interspazio hanno sovente causato esemplari corti di margini e le modalità di archiviazione (lettere piegate) hanno poi fatto il resto.

Il 3 lire it. In affrancatura mista è stato descritto come "intaccato nel lato superiore sinistro e corto in basso"

Una 'cattiva abitudine' (dal punto di vista collezionistico, naturalmente), consisteva nella modalità di archiviazione: la lettera veniva piegata in due (in senso verticale o in senso orizzontale) e sul documento ne rimaneva il segno; quando poi la piega interessava anche i francobolli applicati sul lettera, non era proprio una bella cosa.

Per fortuna, comunque, gli interventi di 'maquillage' su questo tipo di materiale ed in particolare sui francobolli applicati su lettera sono stati pochissimi, contrariamente ai vari restauri, riparazioni, ecc. che si riscontrano su esemplari sciolti.


VARIETÀ


Un po' trascurati dal mercato filatelico, ma interessanti dal punto di vista collezionistico e di studio sono i francobolli di Toscana che presentano delle varietà.
Sul mercato è disponibile una pubblicazione, che è stata curata dallo scrivente (NDR: Granducato di Toscana, i francobolli e le varietà di clichè (2), che analizza, descrive e cataloga le varietà di cliché delle emissioni Granducali, e descrive in dettaglio metodi di realizzazione dei francobolli (carta, filigrana, colori, prove, modalità di stampa, ecc.).

All'epoca la stampa era tipografica; i TIPI (cliché - matrici unitarie di stampa) erano unici come disegno e venivano utilizzati (mediante un processo alquanto complesso) per la stampa dei francobolli associando l'immagine (vignetta con diciture) allo specifico tassello di valore intercambiabile.
Le caratteristiche del materiale utilizzato (una lega metallica abbastanza tenera) e le modalità (un po' ruspanti) di lavorazione, lasciavano tracce su questi elementi (quindi delle difettosità, più o meno evidenti e riconoscibili) che, nel processo di lavorazione, generavano poi le varietà (cosiddette di cliché) nei francobolli, che si riscontravano nelle varie tirature e valori.

Anche i francobolli dell'alto valore 60 crazie presentano varietà di cliché, nelle figure seguenti si evidenziano alcuni esempi significativi, interessanti (e finora inediti) di questi esemplari viaggiati su corrispondenze.

_ il 60 crazie la varietà Mc2: GROSSA MACCHIA CON ALONE, che si evidenzia ripetuta in una altra affrancatura con l'alto valore, presente però sul 6 crazie.

Anche gli altri due valori della stessa affrancatura presentano interessanti caratteristiche: la 1 crazia (I emissione) la varietà C17 - 'O' SBARRATA (THETA), mentre il valore da 4 crazie (II emissione) ha il filetto inferiore praticamente continuo (senza la solita evidente interruzione nell'ambito del tassello valore); è una caratteristica occasionale, evidente sul lato inferiore sinistro e molto rara.


_ il 60 crazie in affrancatura di 80 crazie presenta la varietà C15: 'N' ALLARGATA.


_ il 60 crazie di questa affrancatura (65 crazie) presenta la varietà F48: ANGOLO TAGLIATO (SnA)


UN PO' DI STORIA

Questi reperti filatelici, ed in particolare le corrispondenze con il 3 lire it del Governo di Toscana hanno segnato la storia della Filatelia, come raccontato dall'articolo di Angelo Piermattei 'la lunga sfida fra le lettere Faruk e Rothschild'.

Il primo documento fotografico in bianco-nero della lettera FK è del 1953; poiché su di esso non è presente nessuna firma e la busta non aveva mai raggiunto l'Europa, si temeva trattarsi di un falso. Comunque sulla rivista "Il Collezionista" del 1953, la lettera veniva indicata come unica nel suo genere. Nel 1954 la casa inglese "Sotheby's", incaricata di vendere tutte le preziosità di Faruk , affidò alla "Harmers" l'asta dei francobolli. Nel febbraio 1954 la lettera FK realizzò 970 Sterline (le nostre 1,5 milioni di lire); la cifra raggiunta in questa prima asta fu quindi modesta.

Ecco di seguito la testimonianza storica dei due passaggi successivi in asta del documento.

Notare che nella descrizione si cita una piega (d'archivio) ben ridotta; caratteristica questa non più ripresa in seguito.

All'asta Robson Lowe (1964), fu proposto a 3,000 Sterline, venduto a 2,800 ed entrò così a fare parte della collezione Pedemonte, dove venne conservato fino all'inizio degli anni '90, quando venne proposto di nuovo in asta nel 1991.

Proposto in Asta BOLAFFI a 350 Milioni di lire italiane, venne aggiudicato a 778, diritti compresi (2 marzo 1991)

CERTIFICATI E FIRME

Materiale di questa importanza e valore viene attentamente esaminato e periziato dai più quotati filatelici che ne testimoniano stato, qualità ed autenticità rilasciando la relativa certificazione e firmando il reperto.
In casi di particolare importanza, la firma viene applicata per esteso.

E' interessante vedere come, nel corso degli anni, la lettera Faruk è stata corredata, in crescendo, delle firme dei più importanti filatelici italiani

La prima firma che compare è quella di Alberto Diena, che emise anche il certificato presentato all'asta del 1964.


A corredo dell'asta del 1991 viene, naturalmente, aggiunta la firma di A.G. Bolaffi e relativo certificato.


Una immagine più aggiornata presenta le ulteriori firme di: Renato Mondolfo, Enzo Diena e Luigi Raybaudi Massilia.


CONCLUSIONI

Filatelia, storia, storia postale sono testimonianze che si intrecciano di un passato che ha costituito le radici fondamentali della società moderna: dai Ducati, Granducati e Stati preunitari alll'Unità d'Italia.
La storia può essere tracciata anche con l'ausilio di queste importanti corrispondenze dalla Toscana ad altri Stati preunitari Italiani e verso lontani paesi esteri: si tratta però di materiale raro, rarissimo che viene conservato al buio per l'apprezzamento di pochi, ma dovrebbe essere più diffuso, illustrato, studiato (anche con tecnologie più moderne di quelle disponibili all'epoca delle certificazioni che risalgono ad almeno 20-30 anni fa)
Qualcosa si è visto esposto in giro, ma è ancora troppo poco!

I migliori auguri a tutti i lettori
Emilio Calcagno

 

1) - Mathà T., Mentaschi M., Letter Mail from and to THE OLD ITALIAN STATES 1850-1870, Vignola, Vaccari Srl, 2008

2) - Calcagno E., Morani V. (a cura di), Granducato di Toscana - I francobolli e le varietà di clichè, Milano, Edizioni Unificato, 2014


© E. CALCAGNO dicembre 2017