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il VIA DI MARE di Firenze

di Luigi Impallomeni

Altezza: mm. 10
Lunghezza: Primo rigo mm. 10
secondo rigo mm. 26

Nel periodo intercorrente tra il 1843 e il 1856 sono state rilevate impronte di “VIA DI MARE”, stampatello in carattere “Bodoni” su due righe nei colori nero e rosso, su corrispondenza in partenza da Firenze, in particolare nella posta diretta nel Regno delle Due Sicilie o per altre destinazioni orientali, tramite i vapori postali francesi.
 


Il “Via di Mare” impresso sulla corrispondenza in partenza da Firenze è completamente diverso da quello in seguito utilizzato a Livorno, sia per foggia che dimensioni, inoltre è impresso con lo stesso identico inchiostro dei bolli di Firenze che annullavano, sulla stessa lettera, l’affrancatura. È pertanto inconfutabile che venisse utilizzato dalle poste di Firenze, come aveva anche ipotizzato lo studioso Conte Filippo Bargagli Petrucci e contrariamente quindi a quanto affermato nella sua monografia da Umberto Del Bianco e accettato da tutti i cataloghi filatelici.

Chi spediva dal contado fiorentino per destinazioni nel Regno delle due Sicilie o in Oriente aveva due possibilità:
“via di terra” ossia affidata a corrieri e staffette con tutti i pericoli dovuto al cattivo tempo, ai briganti, alle soste obbligatorie per il “transito per lo Stato Pontificio”;
“via di mare” con indicazione espressa chiaramente sulla lettera, per essere inoltrata a Livorno, unico porto postale toscano, e imbarcata per le varie destinazioni con bastimenti a vela o vapore; data la convenzione tra il Granducato di Toscana e la Francia quasi sempre venivano utilizzati i vapori francesi.
Non tutta la corrispondenza spedita via mare da Firenze presenta questo bollo, anzi è infrequente trovarlo, tanto che il Salles nella sua pubblicazione lo classifica RR.
È opportuno precisare che a Firenze in quell’epoca era presente in Piazza del Gran Duca (ora Piazza della Signoria), accanto alla Direzione delle Poste Toscane, l’ufficio dei “Services Maritimes des Messageries Impériales de France- Paquebots a Vapeur des Postes Francaises”, agente a Firenze per la l’Italia, Malta, Grecia, Turchia, Egitto, Siria e Algeria:

si può quindi ragionevolmente pensare che le Poste Granducali provvedessero a consegnare a questo ufficio la corrispondenza che doveva imbarcarsi sui vapori postali a Livorno, assieme alle merci consegnate all’ufficio francese, con destinazione il Regno delle Due Sicilie e oltre e imprimessero il bollo sulla prima lettera della “bolgetta”.

18 luglio 1843.
lettera da Prato a Malta
10 settembre 1853.
Lettera da Firenze a
Costantinopoli
20 aprile 1854
Lettera da Firenze a
Catania


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