Cronache dentellate

Vendite online: rischi e sanzioni per piattaforme
e venditori in vigore da febbraio 2024
Franco Moscadelli (Fonte: Agenzia dele Entrate)

 

La Direttiva DAC7 non si limita a imporre obblighi sui venditori, ma coinvolge direttamente anche le piattaforme che facilitano queste transazioni. Se una piattaforma non si adegua alle nuove normative e non riesce a raccogliere correttamente i dati fiscali degli utenti, rischia pesanti sanzioni.

Questo rende chiaro come le piattaforme abbiano tutto l’interesse a conformarsi rapidamente alle nuove disposizioni, introducendo meccanismi di verifica automatica e strumenti di raccolta dati per i propri venditori.

Anche i venditori che non si mettono in regola con le normative fiscali rischiano sanzioni. In particolare, coloro che realizzano guadagni significativi dalle vendite online senza dichiararli al fisco potrebbero essere soggetti a controlli e multe.

È quindi fondamentale che chi vende online, anche occasionalmente, sia consapevole delle nuove regole e si informi adeguatamente sugli obblighi fiscali previsti.

Conclusioni

L’introduzione della direttiva DAC7 rappresenta, dunque, un passo importante nella regolamentazione delle vendite online in Europa. L’obiettivo principale è contrastare l’evasione fiscale, garantendo che anche le transazioni effettuate tramite piattaforme digitali siano tracciate e tassate correttamente.

Sebbene le nuove disposizioni possano sembrare complesse per chi vende online occasionalmente, sono necessarie per tutelare la concorrenza leale. E assicurare che chi vende regolarmente paghi le imposte dovute.

Chiunque operi nel settore delle vendite online dovrà adattarsi a questo nuovo scenario, fornendo i propri dati fiscali e adeguandosi alle normative.

Le piattaforme digitali, dal canto loro, avranno il compito di facilitare questo processo, garantendo trasparenza e conformità alle nuove regole. Solo così sarà possibile creare un ecosistema di vendite online più equo e trasparente.

Riassumendo…

  • L’UE introduce la direttiva DAC7 per contrastare l’evasione fiscale nelle vendite online.
  • Le piattaforme devono segnalare venditori che superano 30 vendite o più di 2.000 euro di ricavi all’anno.
  • I venditori che superano i 5.000 euro devono aprire partita IVA e pagare tasse.
  • Le piattaforme rischiano sanzioni se non raccolgono i dati fiscali dei venditori.
  • Gli utenti rischiano multe se non dichiarano correttamente i ricavi dalle vendite online.
  • La direttiva distingue venditori occasionali da quelli professionali per garantire equità fiscale.

Franco Moscadelli

Fonte:
Agenzia delle Entrate