|
|
|||||||||
L'APPARIZIONE MISTICA | ||||||||||
Martino La Selva | ||||||||||
Spiace dover constatare che la crescente deriva della secolarizzazione coinvolga anche il nostro collezionismo, viste le troppe polemiche che minano le sacre asserzioni nelle didascalie stampate sui cataloghi patinati e sulle perizie pergamenate. Spero si convenga che la situazione sia divenuta preoccupante: se anche l’ultimo appassionato inizierà a mettere in discussione il candore della propria fede nell’ordine collezionistico costituito, dove si arriverà? All’anarchia?
Qualche tempo fa è stata proposta in asta questa prestigiosa busta, che per i suoi pregi “par che sia una cosa venuta / da cielo in terra a miracol mostrare” (D. Alighieri): già s’intravede un tocco divino, giacché non può essere solo un capriccio del caso che questo prezioso documento di posta aerea sia pervenuto -appunto!- dal cielo.
Se -com’è noto- la corrispondenza negli ultimi mesi dell’RSI risulta meno abbondante (il territorio si riduceva progressivamente ed i servizi erano costantemente provati dalla guerra), la posta recapitata all’estero era molto molto meno frequente, anche perché solo poche destinazioni rimasero ancora raggiungibili. Giova, inoltre, considerare che la corrispondenza in via aerea per la Spagna veniva bollata con la specifica impronta esagonale, recante conferma dell’effettivo inoltro col servizio aereo: un dato che assume importante valore testimoniale e pregio collezionistico, se si pensa che la posta aerea della RSI è quasi sprovvista di elementi di riscontro di effettivo aviotrasporto. Il tragitto merita attenzione, come ben riporta il Sirotti nel suo tomo verdognolo, poiché il documento afferma (praticamente da solo!) che in quelle date l’inoltro tramite la Germania per raggiungere la Spagna fosse ancora operativo (servizio saltuario?), altrimenti ritenuto inattivo già da diversi mesi. Si tratta, quindi, di una busta che merita certamente di far bella mostra di sé in un testo specializzato! Circostanza che - guarda caso! - trova opportuna conferma, come si potrà leggere appresso. La tariffa non è facile da ricostruire, giacché le complessive 4,25 lire eccedono notevolmente le 3,50 lire di porto semplice in raccomandata estera in posta aerea estera, pertanto, col beneficio del dubbio, si potrebbe ipotizzare ad un errore nel calcolo dell’importo (non infrequente nel periodo per l’estero) o ad una ricostruzione diversa, più fantasiosa, ma pur sempre con minime eccedenze. Nonostante le incertezze tariffarie dell’affrancatura, l’oggetto resta indiscutibilmente originale e certamente viaggiato. “Fin qui tutto bene” (cit.: dal film “L'odio”). Di certo vi starete chiedendo dove sia il miracolo.
Pensando ad uno scherzo, prima di fare la figura del visionario credulone ho tempestivamente contattato l’autore del testo, chiedendo se per caso avesse appositamente creato un “bogus” al pari delle “trap street” o “copyright trap”, che in ambito cartografico costituiscono località fittizie ed inesistenti create per riscontrare l’eventuale copiatura non autorizzata delle mappe elaborate, o se persino quell’immagine avesse potuto rappresentare un suo scherzo, come avviene con le “hidden tracks”, ossia le “tracce fantasma” che talvolta i musicisti nascondono nei propri album affinché gli utenti si possano divertire a trovarle. La risposta di Sirotti a queste mie fantasticherie è stata però negativa: ammantato della sua ieratica esperienza e dalla sua vestaglia da sera mi ha tuonato contro, finanche agitando minacciosamente un grasso cucchiaio, che quella busta così rappresentata era effettivamente sprovvista del francobollo, tra l’altro ribadendomi seccato di non voler esser più disturbato all’ora della minestra. Già mi par di sentire le critiche dei primi malfidati miscredenti, per cui vorrei precorrere eventuali obiezioni, giacché chiunque con un po’ di buonsenso escluderebbe subito la falsificazione per una serie di circostanze evidenti e concomitanti. Nell’immagine della busta in vendita, infatti: Non potendo trarre informazioni altrimenti, per similitudine e trasposizione d’ambito non mi è restato che attingere all’unica sfera in cui esistono prove confermate di simili esperienze, ossia la fede religiosa, per cui mi sono rivolto all’unica istituzione preposta a questo genere di esami, contattandola con sacro timore reverenziale: il tribunale ecclesiastico per le cause di beatificazione e di canonizzazione. Per prudenza, al fine di escludere residue possibilità che la manifestazione non fosse opera del divino, avevo inizialmente consultato il centro ufologico nazionale, ma mi è stato confermato che le caratteristiche dell’apparizione del francobollo non trovano attinenza con l’ambito extraterrestre. Non mi restava, quindi, che chiedere alla Chiesa: ho bussato e biblicamente mi hanno accolto. Memore dei frastornanti clamori mediatici connessi ad altri casi assimilabili a miracoli, ho preferito mantenere una certa riservatezza evitando di avvertire i giornalisti, giacché uno spregiudicato sensazionalismo avrebbe potuto intralciare il lungo e scrupoloso procedimento di verifica del fenomeno, nonché avrebbe potuto ostacolare le riflessioni che ogni uomo in sé stesso è intimamente chiamato a fare di fronte al miracolo. Nel raccontare la mia storia ingenuamente non avevo riflettuto su un’analogia che mi è stata prontamente suggerita dal sant’uffizio: non avevo pensato, infatti, che il tema celebrato da quel francobollo, ossia il martirio dei fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, costituisce a suo modo un gesto eroico di pura fede, sebbene questa loro fosse riposta nella causa risorgimentale italiana. Ciò nonostante è ora al vaglio l’ipotesi di una possibile correlazione fra i martiri di fede risorgimentale e di fede religiosa. Sotto il miglior auspicio è, dunque, iniziato un regolare processo di canonizzazione in base alle deposizioni e alla documentazione raccolta, in cui saranno presi in considerazione gli avvenimenti di carattere fisico comprovabili, come l’originaria assenza e la successiva comparizione del francobollo, tralasciando quant’altro non possiede il prescritto carattere di comprovabilità da verificare scientificamente. Sì, “scientificamente”. Ammetto che l’avverbio abbia fatto sobbalzare anche me, giacché ascoltandolo in un contesto di fede mi è parso quantomeno singolare che la Chiesa confidi nel metodo scientifico per pronunciarsi a propria ragion veduta.
Mi sono messo a disposizione, condividendo il faldone del materiale che avevo raccolto, sulla cui copertina ho aggiunto una nota di cortesia: “contattare Sirotti lontano dai pasti”. È innegabile che siamo di fronte ad una manifestazione inspiegabile, della quale ora si sta occupando l’organo più accreditato per competenza: non resta che attendere pazientemente l’esito delle sue indagini. Sarà mia cura continuare a tenere informati i lettori. Viva il papa! Martino La Selva |